Medea - Teatro San Domenico di Crema 2011

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

 

 

Fondazione San Domenico di Crema

Corso di Teatro 2010/11

Progetto/I Teatri e sperimentazioni

  

 

Presenta

 

Medea

 

Liberamente tratto da Medea di Euripide

  

TEATRO SAN DOMENICO DI CREMA

Piazza Trento e Trieste, 1

27 aprile 2011  ore 20,30

28 aprile 2011  ore 10,00

 

ATTO UNICO

 

(Durata 60 minuti)

 

Ingresso euro 5

  

 

Con

Francesca Martinelli

Corrado Aiello

Emanuele Gusmaroli

Alberto Dognini

Elisa Vaccario
Gianmaria Camozzi

Vittoria Zaniboni

Flora Perucchi

Claudia Locatelli

Silene Rosin

Laura Marazzi

 

Laboratorio di sperimentazione teatrale per giovani e studenti

ideato e condotto da Pietro Arrigoni

 

Coreografie di Elisabetta Consonni

Dizione e recitazione: Franca Marchesi

Liceo Artistico Statale "Bruno Munari" di Crema

Scenografie e elmi: Prof.ssa Mariola Groppelli

I.P.I.A. "Fortunato Marazzi" di Crema

Costumi di scena : Prof.sse Maria Teresa Soldi e Francesca Pollutri

I.S.P.E di Crema

Trucco di scena e acconciature: Prof.sse Alessia Conti e Loredana Triassi

La tragedia greca mostra tutta la sua drammaticità il conflitto tra volontà e destino, libertà e necessità. Noi non sappiamo davvero chi siamo, perché facciamo una cosa anziché un'altra.

Cosa ci muove: una scelta, un dio, una predestinazione, il caso o magari tutte queste cose insieme? Sappiamo solo che siamo creature precarie ed effimere, e ciò dona alla nostra esistenza una struggente e dolorosa bellezza. La tragedia greca si interroga su tutto questo ed entra, come nessun altra forma d'arte ha mai fatto, nel segreto più profondo della nostra vita.

Trama

La tragedia di Euripide narra la dolorosa storia di Medea, donna che ha abbandonato la patria, dopo aver ucciso il fratello, per seguire Giasone, uomo di cui lei si innamora perdutamente fin dall'inizio. Il racconto inizia con un intervento della Nutrice, la quale riassume gli antefatti della vicenda narrata: Giasone, il principale degli Argonauti, deve compiere una missione che per essere portata a termine, però, necessita dell'aiuto di Medea; questa si innamora del ragazzo e con lui, una volta sposati, si trasferisce a Corinto dove darà al marito due figli.
La vicenda vera e propria, tuttavia, si apre con la descrizione della disperazione di Medea, avvilita perché Giasone l'ha abbandonata per unirsi in matrimonio con la figlia del re della città, Creonte. Si apre così un'alternanza di posizioni e battute dei due protagonisti che si scontrano più che altro a livello verbale. Vista la pericolosità di vendicare l'offesa, Creonte la scaccia da Atene, ma ella, con la scusa di non avere immediatamente una sistemazione fuori Corinto, riesce a posticipare di un giorno l'esilio: è proprio in questo arco di tempo che la donna vendica, attraverso i suoi magici poteri, l'oltraggio, uccidendo prima Creonte e la figlia per mezzo di doni avvelenati, e poi i figli per recar dolore al marito.